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28/09/2007
in crisi di parole non rimane che giocare



http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=orlanta

Postato da: orlando a 15:13 | link | commenti (11) |

12/09/2007
el grillo è un buon cantore



un sonoro vaffanculo
a chi mi tritura giornalmente i coglioni
a chi ha succhiato e continua a succhiare quel poco di luce
che mi illumina la strada
a chi mi sconquassa la vita solo perché non gli basta fottersi la sua
a chi pretende e poi s’offende
a chi si fa pregare sapendo che sono atea
a chi si erge a giudice sempre col dito puntato
mettitelo al culo quel dito magari ti piace
a chi crede di sapere più di me e forse ha ragione
ma perlomeno non lo facesse pesare
a chi non capisce quel che passo che non è dovuto saperlo per carità
ma non minimizzasse
a chi si fa i cazzi suoi
a chi si fa i cazzi miei
a chi si fa i cazzi e basta, beata lei o lui
a chi mette zizzania perché non può metterci altro che so magari la lingua
a chi oggi è solo un’arida delusione

per fortuna posso fare una lista altrettanto lunga e dettagliata su chi non mi tritura i palle ma anzi è lì in silenzio aspettando un mio cenno lontano, sui bei sorrisi di cui ho goduto malgrado tutto, su tutti gli sms di persone che mi vogliono bene e si farebbero in quattro, in otto e in sedici che più siamo e meglio stiamo, sulle mani che ho stretto e sulle pacche sulle spalle, sui piccoli gesti solo per farmi piacere, sulle parole d’amore che accompagnano le mie giornate, sui sogni fatti a occhi aperti e su due occhi socchiusi lasciati su un foglietto giallo, sulle riscoperte e sulle nuove scoperte, su un dado luminoso e uno slip profumato, sulle cose successe che tengo dentro così gelosamente da esser gelosa anche del mio pensiero, sui gesti semplici che mi allargano il cuore che mi fanno sperare che mi fanno star bene che mi accarezzano l’anima come una mano gentile che si posa sulla testa.

ventiquattro ore giuste giuste e sarò al mio posto, strampalata comandante del mio piccolo battello in alto mare. impaurita, terrorizzata, spaventata ma comunque lì dove il panorama è uno spettacolo grandioso e gratuito e l’orizzonte si confonde con la vita.


sospesa sull'acqua in equilibrio in stabile

Postato da: orlando a 23:59 | link | commenti (10) |

04/09/2007
pippie mentali



non riesco a scrivere, non riesco a pensare, non riesco a piangere, non riesco a dormire, non riesco a leggere, sognare, vivere, qualche volta però se mi concentro riesco a cagare anche se la cosa che mi viene più facile è mandare tutti a cagare.

mi sono chiusa in casa come una carcerata, mutandoni grigio topo (al maschile) e infradito brasiliane che mi fanno sentire come su una spiaggia caraibica con il cocco in mano e gli occhiali scuri costantemente fissi su qualche tanga che divide a metà come una mela le due meraviglie del mondo dette anche chiappe. al di là delle battute mi vedo male nonostante stia scrivendo con gli occhiali.
ho mille cose in testa e non ne concludo neanche mezza. mi alzo piena di buoni propositi, che sian quelli di pulire casa o di andarmene al mare, o di leggere quella pila accumulata di libri molto simile alla torre di pisa o semplicemente di scrivere le mie lamentele su questo o quel blog così tanto per ossigenare un attimo il cervello piangermi addosso e aspettare qualche commento del cazzo che mi faccia sclerare, incazzare e reagire a quest’ apatia infinita.
il giorno che ho chiuso il pub mi sembra ieri, tutta quella birra in eccesso risate miste a lacrime. bevevan tutti, tutte voi in festa con quel boccalone di rossa che non finiva mai e che tra una lacrima e l’altra io continuavo a riempire che da ex povera ora finto ricca mi spiace buttare via le cose, figuriamoci i fusti di birra. ero piena di propositi per la stagione nuova ma mai avrei immaginato che la mia luna in vergine venisse completamente soffocata da tutti quei pianeti irresponsabili che ho riducendo quindi le responsabilità all’ultimo giorno dell’ultima sera come si faceva con i compiti della vacanze. cerco di capire il perché non me ne freghi un cazzo di continuare e non riesco a individuare le motivazioni di tanto distacco. in realtà ne avrei cinque o sei e ogni giorno ne sottraggo una e ne aggiungo due cosicché ho motivi a iosa per non andare avanti ma rimanere al palo di me stessa ad affogare nella nebbia dell' incomunicabilità tra me e me. ogni tanto ci provo a intavolare una discussione, mi offro un caffè con i pasticcini che so che il dolce mi smuove dentro sempre qualcosa. cerco di aprirmi e di dialogare con me stessa, a volte mi dò anche del lei per far finta che la discussione sia seria. inizio le mie diatribe interiori ma poi mi distraggo sempre presa da tremila e cinquecento cose, sms o persone che siano. mi hanno fatto delle foto ad un compleanno e ho scoperto che sei foto su otto ero col cellulare in mano nell’atto di mandare sms. ormai il cellulare s’è impossessato della mia anima come un diavolo tentatore. ero in muta l’altro giorno e due o tre volte la mano mi è sfuggita vicino alla gamba in cerca dell’oggetto malefico che in realtà era in macchina spento. viviamo in simbiosi ormai. la sera se non sono io a spegnerlo, è lui a stendere me. mando parole in giro per l’italia che se fossero raccolte tutte ci sarebbero miei tomi di scritti, di cazzate, di sfoghi, di parolacce e zozzerie che son le cose poi che mi escon meglio.

a volte mi dico che vorrei una vita normale, che so avere un lavoro comune otto quattordici e un marito che mi picchia, essere preoccupata se lui la sera torna a casa tardi e gli trovo tracce di rossetto rosso carminio sul collo della camicia, alzarmi la mattina e portare a scuola un nugolo di pargoli, poi portarli al tennis o al ping pong o a scuola di equitazione o semplicemente a scuola di piffero. vorrei programmare le vacanze cinque mesi prima e partire in nave che metti l’adesivetto giallo che marca l’anno sulla station vagon. vorrei avere un amante come tutte le donne e tornare la sera provata ma soddisfatta da mio marito che mi chiede di fare l’amore ma io sono troppo stanca e “ho mal di testa, caro”. vorrei vivere della protezione di un uomo io che mi ritrovo a proteggere perennemente le donne.
poi mi dico che non sono fatta per questa vita normale, che con un lavoro otto quattordici impazzirei all’istante, che mio marito se mi mettesse le corna non me ne fregherebbe un corno, che i miei pargoli dovrebbero loro svegliarmi la mattina e portarmi al tennis e pure alle giostre per far divertire la fanciullina che è in me, insomma che con l’adesivetto giallo gli ci tapperei la bocca se mio marito mi facesse programmare le cose cinque mesi prima.
la luna in vergine mi richiama all’ordine, magari mi metto a lavorare ai menù così tanto per non andare a letto con i sensi di colpa che mi divorano il cervello svegliandomi in piena notte. alle crisi esistenziali ci penserò domani, chè come diceva rossella “domani è un altro giorno”. purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista.

Postato da: orlando a 01:50 | link | commenti (5) |



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