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23/02/2007
tu mi dai il male



non so perchè ma ieri, malgrado stessi in notevole ritardo per aprire il pub, son voluta passare in libreria. andare in libreria per me è una grande festa, è come quando la domenica mio padre, tornando dal lavoro, portava le venti pastarelle rigorosamente al cioccolato, è come andare al luna park e inzuccherarsi mani e bocca con lo zucchero filato, è come guardare un tramonto che ti senti in pace con dio anche se non lo conosci e non t'è parente e con il mondo anche se lo vorresti sterminato per metà. insomma ieri, come altre volte nella mia vita, ho sentito fortissimo questo richiamo del libro, della carta da toccare, del profumo delle pagine nuove, del silenzio intorno da ascoltare ma delle urla delle innumerevoli parole che stanno appese nella miriade di pagine tutte cartonate e patinate e ancora intonse. camminavo tra gli scaffali a terra e l'occhio, quasi vicino all'entrata, mi è caduto su qualcosa che già conoscevo. per un secondo o due non ci ho capito più niente: la prima associazione che ho fatto è stata con lo schermo di un computer, poi spingendomi più in là di associazione in associazione (compresa l'associazione caccia e pesca!) guardando quella copertina lì si son snocciolati come nelle mani di una pia donna tutti i ricordi, le sensazioni, i sogni, i flashback che mi hanno riportato a lei, grande piccola donna. ricordo quando mi disse che era passata al secondo romanzo, quando l'editore decise di leggerlo, quando ne decise la pubblicazione; mi è tornata alla memoria quella giornata di settembre in giro per roma con la sua gonna sporca di grasso per essersi impigliata nella moto di pigi, ricordo il suo imbarazzo nell'androne della casa editrice, le sue mani forti ma delicate che si torcevano dal nervosismo, ricordo un bel pranzo parlando della mia creatura, e poi della sua creatura che oggi svetta in libreria, ricordo un bel prato verde con gli alberi d'arancio, la sua commozione nel parlarmi di un post di mia madre, ricordo il suo sorriso e i suoi sogni, il manoscritto letto in anteprima e commentato via mail, tante sensazioni tutte insieme ieri son tornate alle mente in un nano secondo, guardando e comprando con orgoglio quel libro: il libro di una piccola grande donna che malgrado 'sto mondo vada a rovescio, lei imperterrita ce la mette tutta a farlo andar dritto, nel suo piccolo. non posso non celebrare o non essere orgogliosa di lei, delle sue parole distillate, della sua timidezza mascherata con forza, dei racconti della sua vita e del suo sorriso indeciso ma  fermo.
grande su, hippie hippie hurrà!
ps, ma qual è la mia battuta che hai inserito nel libro? sob, non l'ho trovata e perdo pure la scommessa con cena annessa!!!! :):)

Postato da: orlando a 14:44 | link | commenti (17) |

17/02/2007
per aspera ad astra



Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

alda merini

Postato da: orlando a 16:56 | link | commenti (14) |

06/02/2007
birdei gherl

 grazie a chi c'era
 

bella serata, presto on line le foto della mega torta con foto
(io me so' "magnata" i miei occhi!!!).
odio il natale e pure il compleanno, ma come si dice "addá passá a nuttata": bé 'a nuttata é passata senza troppi danni nell'anima in un caso e nell'altro. nella mia testa tanti propositi. non porteró a termine nessuno di questi. peró sono conscia di quello che non voglio piú e questo é giá un gran bel punto di partenza.
un sacco di bei regali, un sacco pieno di sorrisi, un sacco pieno di energia positiva che ho compresso nel cuore e che mi aiuterá in questi giorni, mesi, anni,
saecula saeculorum.
sono
sempre piú convinta che viaggiamo su binari paralleli, ci si incontra ad una fermata di un paesino sconosciuto magari nelle langhe dove la nebbia ti avvolge e ti protegge, si viaggia insieme per un po' e si sorride, ci si racconta questo e pure quello, con qualcuno ci si dice financo ti voglio bene (che parolone senza costrutto), ma arriva il giorno che si prendon le valigie e il portatile al volo per un altro volo, ci si saluta senza troppe lacrime e si scende per continuare altrove.
accettarlo?
accettalo, accettati, accettiamolo con il groppo in gola e sempre piú sfiduciati.

grazie a tutti i compagni di viaggio che m'hanno accompagnato.
il mio treno dei desideri oggi all'incontrario va.

grazie a lsssan 

§§§§

...e non abbiam bisogno di parole,
per spiegare quello che è nascosto in fondo al nostro cuore,
ma ti solleverò tutte le volte che cadrai,
raccoglierò i tuoi fiori che per strada perderai
seguirò il tuo volo senza interferire mai...

Postato da: orlando a 13:52 | link | commenti (12) |



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