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28/06/2006
Post roma pride 2006



Roma Pride 2006 - 24 giugno

FOTONLINE

Postato da: orlando a 14:34 | link | commenti (1) |

22/06/2006
Mondiali zeroSei.



saranno state le undici che avevo finito il primo sonno quello della digestione sul divano quando gli occhi ti si storcono e s'invertono al tal punto che ti fanno male e le palpebre ti si abbassano anche se non vuoi e tu sei lì che ti sforzi e dici "come è possibile che non riesco a dominare il son.." e non finisci la frase perchè già stai ronfando con la pubblicità a palla che il vicino seppur sordo ti ringrazia per l'effetto dolby sorround. quale posto migliore per dormire se non il divano, visto che dopo te ne vai a letto e gli occhi che prima si chiudevano come ponti elevatoi, ora se ne stanno arzilli e ti dicono, ehì che si fa di bello? lettura, taglio e cucito, parole crociate, televisione? macchè, anche a letto riaccendi la tivvù e la sintonizzi sul primo canale che ti capita tanto ti serve che qualcuno, per farti riprendere il sonno interrotto, ti parli in sottofondo foss'anche billaden che ti declama tutto il corano minuto per minuto. chi ti capita invece? un pelato con gli occhialetti che comincia a parlare dei mondiali e non è che ti dà i risultati della giornata che visto che sei al lavoro non sai neanche uno straccio di partita e sei rimasta a quella della settanta italia germania 4 a 3. no, il pelato comincia a fare previsioni su previsioni neanche fosse il mago do nascimiento e ti dice che: se il giappone fa harakiri, il portogallo gli si azzoppa l'allenatore, il togo se lo "magna" il ghana, la tunisia se ne va in vacanza che ad hammamet ci sono dei buoni last second, se la croazia fa cronch e il brasile ronaldo è grasso e adriano è un ex imperatore, se la spagna la richiama zapatero per il gay pride prossimo venturo e l'ecuador ha una sciagura che una tromba d'aria gli scoperchia le case ai giocatori, se l'inghilterra beckam se ne va in concerto con le spice e il mexico viene colto dalla vendetta di montezuma, il pelato dice che l'italia andrà in semifinale. solo qui, mi gratto e tocco legno visto che sono pigra per alzarmi dal letto e andare a trovare un ferro in giro per casa. ma il pelato ci crede troppo e io penso che se lo pagano uno straccio di notizia la dovrà pur dare, quindi perchè non fare altre previsioni e dirci direttamente anche chi andrà in finale: se la svezia rubano a casa della regina e la svizzera mangia troppa cioccolata ed è costretta a stare al bagno tutto il giorno, se gli usa li richiama bush e devono correre ad aiutare i marines e i ciechi andando alla partita non trovano i cani, l'italia andrà in finale con la germania e con un gol di gilardino e uno di toni su passaggio direttamente di buffon vincerà questi mondiali. a quel punto ho sentito dei botti e la gente per strada che urlava. mi sono affacciata e ho visto le bandiere sventolare che neanche durante il passaggio del duce a via buenos aires. le trombette non la smettevano più e la gente s'abbracciava tutta. ho rischiuso le persiane e mi son detta che è proprio vero che i sogni aiutano a vivere meglio. ho chiuso gli occhi e ho sognato un'epidemia.

Postato da: orlando a 16:00 | link | commenti (5) |

20/06/2006
un giocatore lo vedi dal coraggio dall'altruismo e dalla fantasia.



ehì
mister, si dico a te che hai quel tocco vellutato che sei la gioia della tua ragazza. bè ieri sera non mi pare che siamo andate malaccio, o no? non avrei mai immaginato di giocare per quell'oretta, calcolando che:
-al primo minuto dopo quello scatto sull'ala destra ho avuto un conato di vomito che si è sentito quel rumore terrificante in lontananza che vi siete spaventate tutte e avete aperto gli ombrelli.
-al decimo minuto dopo aver riconcorso lucrezia sulla fascia sinistra mi ritornava su la cena di sabato a viterbo: pizza doppia con peperoni ricotta e cozze.
-al quindicesimo minuto, dopo averla imprecata per un pugno di debora sulle costole, ho visto la madonna: era bellissima tutta vestita di blu e aveva una copia de il capitale di marx sotto il braccio.
-a fine primo tempo mentre tutte vi rifocillavate con sali e acque di fontanella di vera acqua al sapore di ferro o sangue, io, inde fessa, stiravo i muscoli così tanto per fare del terrorismo psicologico. riuscito in pieno, mi pare che a inizio ripresa abbiam segnato il terzo gol.
-al decimo del secondo tempo non sentivo più le gambe, la testa, le braccia il culo, anzi il culo sì visto che lei, mister, mi ci aveva stampato sopra il modello e la marca del pallone.
-al quindicesimo dopo aver driblato mara, mandato affanculo un santo mio parente lontano e aver rischiato la storta che quel campo era tutto una buca, ho segnato il mio gol più bello degli ultimi trentasette anni, che visto poi alla moviola persino la morace ha dovuto ammattere che era bello.
-al trentesimo, quando eravamo cinque a due per noi, avete gettato la spugna: il vostro portiere s'è accoppiato ripetutamente col nostro terzino; la tua fidanzata reclamava l'ora di cena e io, che non sentivo neanche più i richiami della fame nè della sete e neanche dell'antifurto che mi si stavan rubando la moto, io con fare di superiorità ho esclamato: "bè, se non ce la fate più, allora fermiamoci!"
è stata una bella partita e la cosa bella è che oggi non ho neanche i dolori post bellici, a parte quella costola rotta che debora è meglio che continui con il karate piuttosto che darsi al calcetto!

un saluto a valemare con la sua nikon affaccendata per i prati della caffarella!

Postato da: orlando a 14:35 | link | commenti (3) |

16/06/2006
lavoro tutto il giorno

ho trovato l'amore spirituale della mia vita a dodicimila chilometri da qui a lì. è dell'acquario come me ed è una forza una vera forza, ha l'età di mia mamma e un sacco di energia dentro. non sta lì a piangersi addosso e i nostri siparietti stanno facendo il giro d'italia. mi piace. mi attraggono le persone con un forte senso dello humor. quelle che prendono la vita per il culo e non stanno lì a rimuginare più di tanto sul suo senso annegandolo poi costantemente con del buon rosso e tanta inutilità. anche nei momenti tragici e oscuri che sentivo il peso di questo mio nuovo tratto di strada, non mi sono mai fatta mancare una sana risata, non ho mai lesinato sulle battute, sulle stronzate, sull'ironia facile o difficile che fosse il momento. ridere fa bene alla faccia perchè mette in movimento un sacco di muscoli che non t'aspetti neanche di possedere. ridere di noi, degli altri, sorridere della vita è un po' come alleggerire la sacca che ci portiamo dentro e addosso, una sacca pesantissima che bisogna capire e avere chiaro che tutti ce la portiamo dietro sia chi lo fa vedere sia tu che ti celi dietro i tuoi occhi tristi. trovare la comicità dentro una tragedia mi sembra il massimo nel voler vedere il bicchiere mezzo pieno anzi ricolmo. vedo un sacco di persone cupe in giro. quelle persone che le vedi e magari si portan dietro una sofferenza minore della tua ma le vedi che sono tutte emaciate con quest'aria un po' così, da sedicenti artisti maledetti della vita, da parolai in cerca di autore chè qualche buon autore ci vuole per riscrivergli la loro esistenza mica no. io mi porto dentro le mie innumerevoli sciagure, ma intanto me la rido di gusto e con gusto che se ripenso ad anni addietro a contare i minuti, i secondi che mi separavano dai giorni impazzisco subito. fermarsi un istante per chiederti come stai, non ci rinuncio, ma allo stesso tempo cerco di distrarti, di darti quello che posso senza togliere ma solo caricarti come si fa con le pile della macchinetta digitale. il mondo è fatto d'energia, noi siamo energia riciclabile e inesauribile. tenerla dentro per cosa? per ammuffire e implodere, per deflagare come quei palazzi a bari che gli han messo dentro mille cariche d'esplosivo e in un secondo son crollati giù come i sogni di una vita. fai girare l'energia, non essere egoista. non tenertela per te a morirti dentro o a ammazzarti di parole inutili e sibilline. da qui a lì sono dodicimila chilometri e ogni metro scoppia d'energia, di vibrazioni cosmiche che corrono spedite e veloci come la luce intorno al mondo. fatti una sana risata, una sana scopata che ti liberi le endorfine e ti dia la carica come le trottole a molla ma soprattutto prenditi meno sul serio. è il mio consiglio, il consiglio di una che dentro ha la morte ma che cerca sempre di tramutarla in vita. au revoir les enfants, louie malle 1987.

Postato da: orlando a 11:57 | link | commenti (10) |

12/06/2006
la telefonata.


a picco sul mare, punta rossa san felice circeo - lo so, è un chiodo fisso!

chiamami se scoppia una bomba al civico trentatrè, se m'hai messo le corna, se t'ha preso la scacazza e non sai chi chiamare perchè il 118 ti sembra eccessivo. chiamami se il tuo gatto si fa le unghie sul tuo maglione preferito, se tua madre s'incazza per quella chiazza chiara sul suo lenzuolo. chiamami se se felice di sentirmi ma anche se sei infelice perchè io sono infelice. chiamami per dirmi che hai lavato i piatti col gel per i capelli e che ti sei lavata i denti con lo spazzolino per impomatare le scarpe. chiamami per dirmi che ho lasciato una bella sensazione nella tua testa e che vuoi fare l'amore con me. chiamami per dirmi che la signora del secondo piano s'è buttata di sotto ma tu l'ha presa al volo, chiamami per dirmi che lo studio è una cagata pazzesca e che vorresti correre al mare, al sole. chiamami per dirmi che vuoi farti tatuare il mio nome e che vuoi uscire con la tua ex, puttana. chiamami per dirmi che stai arrivando o per dirmi che hai sognato di noi due e della casa in riva al mare. chiamami per dirmi che sono una stronza, stronza. o per dirmi che sono cattiva, di nuovo stronza. chiamami per sapere come sto dentro o per sapere come sta clara qui fuori. chiamami con una scorta di parole chè le telefonate di circostanza m'annoiano. in dieci anni ne ho fatte a bizzeffe, ne ho subite a iosa: vendesi chilate fresche di telefonate mute, vendonsi silenzi imbarazzanti al tavolo due. chiamami per dirmi che ti sei innamorata, di un'altra che importa avrai detto qualcosa, puttana. chiamami per dirmi che mancano pochi giorni e che hai una paura fottuta, di ciò che sarà per come è già stato. chiamami per dirmi, rinuncio a tutto o vado avanti come un treno. chiamami occhei, ma non restare in silenzio chè i silenzi al telefono uccidono. ed è un po' stai cercando di assassinarmi. chiamami ma se hai voglia di parlare, di dire, di riempire quel vuoto senza di te. chiamami ma se proprio non lo farai, vabbè lo farò io!

Postato da: orlando a 11:02 | link | commenti (9) |

01/06/2006
V.M. ghieciotto ani.


photo by zedda & kelvin

pare che la notizia della moto abbia fatto il giro del mondo e lilla lalla passando per dallas da geiar e suellen che ci han brindato su con un bicchierozzo di buon wiskhy texano e poi per parigi dove ha fatto tappa sulla tomba del grande jim dove ha versato due lacrimucce due, sia arrivata alle orecchie dell'eXLlona nostra tramite la soppressata.
che ho detto? e che ne so. credimi, non so neanche perchè stamattina ho rischiato di mettere un goccio d'olio d'oliva nel thè. è un periodo che il ricoglionimento la fa da padrone nella mia testa che chiamarla così le fai un gran complimento e ti risponde un grazie lungo da qui a lì; credo che in realtà forse, sottoposta a urano quadrato, la mia luna in vergine stia vivendo uno di quei momenti di confusione mentale che il minimo che le possa succedere è ritrovarsi perennemente le chiavi attaccate al quadro della macchina per giornate intere, la porta di casa lasciata socchiusa, i calzini sempre spaiati, il pranzo diligentemente preparato lasciato sulla porta d'ingresso, le telefonate che s'accumulano ed è tutto un stavo per, scusi tanto, mi spiace, ora provo.

devo staccare la spina. devo staccare la spina. devo staccarla che mi sta partendo anche l'ultimo neurone attaccato al penultimo con un filo così sottile che dondolandoci sopra un ragnetto potrebbe spezzarlo.

la critica che mi faccio è che dovrei prendere le cose con più leggerezza, ma il prenderle alla mia maniera è anche la mia forza. c'è una discrepanza enorme tra ciò che vorrei e ciò che facendo i conti sono. per fortuna sia in un caso che nell'altro ci siamo simpatiche e alla fine dentro me stessa va a finire tutto a tarallucci e vino che considerando la mia astemia (che non è la miastenia di mio padre) e la dieta rigida e ferrea, non so neanche 'sti cazzo di tarallucci e 'sto vino a che servano.

prima di staccare la spina devo staccare il telefono, però. prima di staccare il telefono devo staccare il cervello. prima di staccare il cervello credo che dovrei riconsiderare e considerare certe cose e non potendo staccare niente di tutto questo, il mio rimbambimento andrà avanti ancora per un po'. fino a, fino a che arriverà il giorno in cui ti presenterai qui e ti dirò, piacere orlando!

e in tutto questo c'è gente che alle otto di mattina quando non so ancora se sono viva morta o solo catatonica ti chiede se la sera andremo a "magnà"; c'è gente che non ti chiede "ehi puttana, ma sei viva?" però ti chiede se possiedi una moto (e non parlo di te, lu!); c'è gente che ti tiene ore al telefono e ti riempie la testa di cose di fatti di nozioni che poi ti strabordano da tutte le tue fessure financo dal culo; c'è gente che pensa che svuotarsi sia svuotare sè stessi per riempire gli altri; c'è gente, persone, amici, conoscenti, familiari, clienti, e mail, richieste, pagamenti, gente che viene (beata lei) e gente che va spero affanculo.

devo staccare. staccare la testa dal corpo. mi spiace per te, ma devi accettarmi così.

la cosa che mi consola è che una risata mi seppellirà. ah ah ah!

Postato da: orlando a 11:55 | link | commenti (10) |



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