la gente che va. mi piace guardare la gente che va. l'osservo e commento. la scruto ed esploro. l'analizzo e mi soffermo. costruisco case, vite, amanti, amici, luoghi e castelli, stagioni e condizioni sociali; come un muratore provetto edifico città, musei, palazzi, appartamenti da due, da tre, da quattro stanze che m'importa tanto è tutta immaginazione. la gente che va. mi piace guardare la gente che va. ehì tu, si proprio tu: mettiti a destra, ora prendila per mano, ora baciala. manca solo la scritta rosa shocking a intermittenza "...e vissero felici e contente". stop al pensiero, passiamo a te con quell'aria spaurita: chissà, chissà che ti frulla in quella testa, il lavoro, la casa, la tua donna, o tua mamma che ti rompe continuamente i timpani; e tuo padre? forse non c'è più? e tu con quell'aria gioiosa? hai appena fatto l'amore o cosa? hai dato un'esame, dichiarato il tuo amore, comprato il tuo ciddì preferito o solo che per oggi hai la luna giusta nel posto giusto? la gente che va. mi piace guardare la gente che va. tutti che corrono, tutti che arrancano, tutti racchiusi in autovetture colorate a volte nuovissime a volte vecchissime; chi apre lo sportello e non pensa alle conseguenze, chi lo richiude, ingrana la marcia e corre via veloce. mi spiace per te che hai gli occhi così lucidi: mi fai pensare al peggio. e tu, così stronzo, che mi blocchi la strada: cos'è, tua moglie non te l'ha data? la gente che va. mi piace guardare la gente che va. nessuno si ferma. nessuno ti guarda. invisibile agli occhi ma presente a me stessa. ehì tu, attento con quel motorino: dove hai la testa. sai che una volta son caduta anch'io e anzichè preoccuparmi di me pensavo ad una lente dell'occhiale da miope. cavolo quant'ho penato per quella lente da due soldi. la gente che va. mi piace guardare le gente che va. lui che arranca pensando al suo tumore all'orecchio. lei che gli va dietro e lo strilla cercando nell'urlo un modo per farlo reagire. mi si stringe il cuore e cambio canale mentale: e penso al mare e al suo potere e alla mia vita in precario in equilibrio che va avanti oggi su un piede oggi sull'altro. la gente che va. mi piace guardare la gente che va. madonna che faccia che hai di primo mattino: è duro il lavoro, eh? ognuno con la sua storia vive il suo copione e io che nella mia testa riscrivo le battute all'occasione. quello è addormentato da una vita e guarda caso si sveglia proprio ora che devo passargli avanti: sarà che odia le donne o è solo perchè ha una fretta del diavolo. ehì tu guarda che sto attraversando, a cosa pensi? la gente che va. mi piace guardare la gente che va. quella signora deve essere una gran dama, ha le unghie tutte lustre ma gli occhi tristi d'un cane abbandonato: forse è per il marito mancato da poco o solo perchè la sua vita è un ricordo ma il ricordo non fa più parte della sua vita. la gente che va. mi piace guardare la gente che va. ma a guardarvi bene tutti poi mi intristico che tutte le storie finiscono male. e vorrei che il sole che a volte risplende prepotente nel cielo sorrida nei cuori. e che l'entusiasmo che mi ribolle nel sangue non venga scambiato per puro apparire. e che la parola "parola" ritorni a pesare e non rimanga a dieta ancora per molto. la gente che va. mi piace guardare le gente che va. e a quella signora lì, malgrado la speranza l'abbia abbandonata, voglio riscriverle la storia e dipingergliela di rosa come quei tramonti che le piaccion tanto e farle vedere che c'è altra gente che va. e che a guardare la gente che va ci si dimentica a volte della propria vita che non va. oltre.
....I did my best, it wasn't much
I couldn't feel, so I tried to touch
I've told the truth, I didn't come to fool you
And even though
It all went wrong
I'll stand before the Lord of Song
With nothing on my tongue but Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah....

m'han detto che se pensi intensamente al caldo torrido, al mare d'agosto, al sole che ti scalda le ossa rattrappite come le mani e ti scalda la testa indolenzita per la sinusite e tutti i nervi e le giunture che s'inceppano, insomma se pensi al sole che ti coccola e ti abbaglia, al mare quando è un brodo e tu ci sguazzi e non usciresti mai, m'han detto che se pensi a un camino acceso e alla sua brace, al calore che emana e alla forza che ti dà solo guardandolo, m'han detto che riesci a percepirlo addosso quel calore che stai immaginando. provo a fissare questa immagine mentre hallelujah mi coccola le orecchie e mi riporta ad anni luce indietro forse quando nei campi c'ero anch'io e i gospel eran musica colorata. fisso il rosso dello schermo, lo fisso intensamente cercando di trovare un modesto calore almeno nel colore della foto. macchè, le mani rimangono gelate, il corpo non ne parliamo, mancano i pinguini che per fortuna se ne stanno in marcia e si fanno anche un gran culo nella loro camminata. ci provo a pensare a un po' di calore ma forse i miei neuroni non si coalizzano abbastanza in interminabili manifestazioni del proprio io con tanto di striscioni o forse sono poco suggestionabile. quando affermo che odio l'inverno è dir poco. dire che odio la pioggia o quella tramontana che t'entra ovunque e ti gela le narici come quando apri il freezer per cercare qualcosa da scongelare e nel frattempo congeli tu e tutta la tua famiglia. il vento poi dicon che dia fastidio ai matti e ai cavalli. non essenso un cavallo non mi rimane che esser matta.
odio il freddo
perchè sto tirando su 'sta tiritera mi è ancora poco noto. in realtà non avendo una cippa da scrivere avevo aperto gli archivi di orlando passato per leggere qualcosa. m'ha colpito un post pieno di "vorrei" (perdonate l'autoeccitazione)
"...la serenità.
la pace interiore.
due occhi innamorati.
un cuore che batte.
il sale sulla pelle.
la luna che incornicia una finestra.
una mano amica.
chiudere definitivamente con il passato.
pensare al futuro più razionalmente.
scrivere.
dormire di più la notte magari dopo aver fatto l'amore.
scrivere di me. di te. di noi. di tutta una vita. dei sogni e delle incertezze.
essere consapevole dei miei limiti.
e accettarmi.
accettarmi.
accettarmi.
sono più semplice di ciò che sembra.
credici. almeno tu".
a parte qualche punto realizzato e qualcuno irrealizzabile, mi sembra di aver compiuto qualche passettino in là rispetto alla me confusa di qualche mese fa. la costruzione di sè stessi è qualcosa grandioso anche se il risultato non sempre combacia con quello che ci si era prefissati. cerco di modificarmi ma il cambiamento non va di pari passo con lo sforzo: un po' il contrario delle formule della fisica. tra l'altro poi non basta un control zeta per tornare indietro, non basta un control alt canc per resettare cervello e cuore, non basta neanche un control esse per memorizzare e far sì che l'inganno dell'illusione e dell'aspettativa ti faccia perdere di vista la cosa basilare: cioè la realtà delle cose. oggi mi ritrovo che ancora m'è poco chiaro come sto. un po' come lo scopo di questo post. ma credo che l'aver finalmente compreso che non ho capito un cavolo della vita sia un bel passo in avanti nella consapevolezza dei propri limiti mentali. magari non verso l'autostima però.
Hallelujah, Hallelujah....
mi son persa l'ennesimo concerto di lorenzo, quello di perugia. che poi se andiamo a vedere, persa è una parola grossa. ci sono molteplici sfaccettature, sfumature, dettagli, sottigliezze che possono capire solo le menti malate come la mia e quelle di altri pochissimi eletti, quasi tutti al sanatorio o morti di nostalgia. orgoglio e pregiudizio. obbligo o verità. essere e non essere. avere o dare. do ut des: ti dò una vocale, tu che dare me? quanto pesa un parola. quanto ne pesan due. quanto il cucuzzaro. quanto pesa un pagina azzurra che se la canta e se la sona. quanto una pagina gialla che trita e ritrita, sminuzza e tagliuzza come penelope che intesse chissà che tela. quanto una lilla che invoglia la voglia. quanto una bianca che è nulla come la mia mente che appare subdolamente onesta. trasformista per vocazione, come la pelle al serpente, come il culo alla camicia, come l'uovo alla gallina, come il ventre alla vacca, come il tic al tac, come il cacio ai maccheroni, come le pecorelle alla pioggia a catinelle, come il tempo al galantuomo, come l'homo al sapiens e via di come in come ma com'è che si va avanti all'infinito che è come questo cielo stellato che non dà pace e non dà tregua. e guardo il rosso di un tramonto di fuoco acceso e m'infuoco all'istante, attimo per attimo minuto per minuto che è già passato in un secondo. cos'è il passato se non il risultato di qualcosa già avvenuto, già sognato, già dimenticato, già ruminato e financo già cagato. non scordo, stavolta. e no, carissimo pinocchio amico dei giorni più lieti. s'allungherà anche il tuo naso ma s'accorcia la mia fiducia. tutto è il suo contrario. persino chi di spada ferisce, perirà mai di lingua? lingua, idioma, idiota, iodio, sale, mare, estate, lettera, testamento. testa e mento, mentolato come il talco dei bambini, odore, me, te, noi, cuore, ma solo tre parole: s'è spento il sole e chi l'ha spento sei tu. parapaparapà. sarà quel che sarà ma soprattutto sarà per la prossima. prossima fermata: il paradiso. inferno, purgatorio, dante e beatrice. che attrice. fama, denaro, successo, la piramide dei bisogni, fame, sete, sonno. amore, amicizia, affetto, autostima, coscienza del sè. stop. ferma la scalata. s'è rotto l'ascensore. il telefono occupato. occupato, bagno: mavva a cagare (fermo immagine) e amami.
ho manie di grandezza lo so e non bado a spese per il mio blog. non si dica poi che ho la luna in vergine chè sono cose che non accetto. da stasera infatti ho un bannerino personalizzato marcato con scritta del tipo iopensopositivo ma mica tanto (l'amore è un cane venuto dall'inferno) ma soprattutto un bannerino nuovo di zecca che la uev ci ha lavorato da quasi sei mesi tanto che l'altra sera m'è toccato uscire con un'altra chè lei era impegnatissima.
ho più di sei milioni di visite al giorno giacchè che ho messo mio padre a cliccare dalla mattina alla sera che, povero, gli è venuto un giradito curato ad acqua calda limone e miele e ora fa la pipì ogni due per tre.
ho anche l'etichettina di blogitalia che stamattina ho segnalato il mio blog, quello di mia madre, quello di mia zia per parte di padre e anche quello di clara che si lamenta del marito e lo fa post dopo post.
bè, dulcis in findus, non potevamo (non è plurialia maiestatis ma trattasi di personalità multipla) farci mancare in codesta e onesta casa il forum. il sito è ancora in costruzione mentale ma chi vuole può già iscriversi e commentare.
sono accettate critiche (costruttive chè son puzzona), suggerimenti, argomenti fantasiosi, spunti e piccoli contributi in denaro per far sì che Scala L (il nome del forum) diventi prima o poi....(bè, chi mi conosce lo sa)
SCALA L il primo forumncolo che vanta più di sei milioni di imitazioni ma che per ora ha solo sette iscritte
...Se stiamo attenti, mente e occhi ben aperti, troveremo un significato anche nelle cose più comuni,
troveremo spiegazioni precise che altrimenti trascureremmo attribuendole al Caso...R.Bach
I giovani hanno i capelli lunghi
e le basette come cespugli
e nelle magliette la verità
i giovani girano per la città
i giovani parlano con i muri
ma non ascoltano la risposta
hanno una scritta sulla maglietta
e non domandano quanto costa
i giovani sono dentro i sondaggi
catalogati in percentuali
i giovani stanno bene
i giovani stanno male...
pare che angiolina jolie sia la nuova icona del mondo lesbico e che beckham sia quella del mondo gay. calcolando che a me piace più beckham e che con lui ci farei anche un bel bimbo mesciato e già tatuato, penso di avere i gusti più maschili che femminili. questo per dirla tutta su quanto siano attendibili questi sondaggi.
per quanto mi riguarda odio le etichette, i sondaggi, le classifiche, le statistiche, le analisi e pure la curva gauss che so che ha avuto un sacco di successo nel post precedente. chi le farà poi 'ste indagini è tutto da stabilire: conosco un sacco di ragazze che reputano la jolie un materassino gonfiabile con la mimica facciale inferiore a quella di lara croft nel suo gioco; anzi direi che lara in certi momenti soprattutto quando è appesa ai cornicioni o sta per accendere un bengala abbia più aplomb. mi chiedo allora in base a quali canoni si sceglie il sex appeal? tette gonfie di nulla? culo grosso che fa da contraltare a un cervello piatto? gambe lunghe ma coi tacchi? occhi d'azzurro opaco? bocca ripiena ma non di doppi sensi? soldi, denaro, mariti calciatori o mogli potenti, cos'è che porta le donne e gli uomini a guardarci dall'alto delle classifiche. prendi la ventura? ti pare bella: pare che le abbiano attaccato la bocca alle emorroidi. prendi la parietti che dopo l'ultimo lifting ha il suo massimo comune denominatore: avere il seno, gli occhi tirati e le labbra gonfie come eva grimaldi che già era simile alla eva robin's che già sembrava la sorella di carmen di pietro. trovo che due rughe portate bene siano meglio di un viso liscio alla barbie sposa ken. trovo che l'espressività di uno sguardo ammiccante sia meglio di un volto trasfigurato e tirato come le coperte su un letto disfatto. io ho gusti un po' strani e forse un po' antichi. ma credo che catherine deneuve sebbene un po' imbolsita sia la più bella donna del mondo. che sharon stone sia la più sexy. che anna magnani l'attrice che più mi entra dentro. mi fa sangue (e non chiedetemi il perchè) anna galiena. mi intriga fanny ardant. mi conquista l'ironia di amanda lear che, sebbene abbia quasi centocinque anni ed è anche più grande di salvador dalì da morto, dà una pista a tutte queste "ine" in fieri. trovo che britney spears cicciottella e neo mamma sia più accattivante di quando vuol fare la lolita o che mara venier con i suoi cinquanta e passa sia più appetibile di una cristel carrisi qualsiasi. donne, a parte dirvi che è arrivato l'arrotino che aggiusta gli ombrelli e ripara le cucine a gas(se), voglio dirvi: non crediate che la vita sia un Lworld qualsiasi dove tutto è in fiera per la vanità. spesso essere normali è quasi eccezionale: l'ironia di una battuta, un cervello che ti fa pensare, l'arguzia di un discorso, la serenità che sprigiona una persona. il resto è il concentrato del superfluo. quasi quanto questo post!
...Vorrei passare dai dieci ai trenta
per non subire questa tortura
il primo amore, la prima casa
dover vestire quest'armatura
il primo amico che ti tradisce
o che magari tradisci tu
il primo treno che non ci sali
e che magari non torna più...
O' sole mio!

dedicato ad elia che sarà pure di un'altra generazione, ma è come se fosse della mia. o io della sua?
non ho più la moto. e così la mattina mi ritrovo in macchina per lunghe ore e interminabili minuti a poltrire su paperino incazzato e a pensare (ahimè io cogito pure) per cercare un senso alla mia vita visto che il traffico sarà pure lento ma per fortuna che iddio gran musicomane e amante di pupo ci ha dotati dell'autoradio che è rock, very rock.
la uev m'ha fatto una compilation di emmepitre che sa che è il suo dovere di fidanzata modello. è stata brava stavolta: è riuscita a "insiccarmi" subdolamente (spacciandola per orietta berti prima maniera) ani di franco solo dopo l'undicesima canzone. lo so che cos'ha pensato ridendo sotto i baffi prima di andare dall'estetista: "he he...tanto arrivata all'undicesima chansòn è così rincoglionita che non se ne accorge neanche". ultimamente sono fortemente convinta che sto rincoglionendo e anche in maniera irreversibile. ieri sera per esempio ho fatto tre quarti del tragitto con i fari spenti che vabbè che nella brughiera non si vede a un passo ma ci sono altri modi per ritrovar se stessi senza che ti tolgano i punti dalla patente. punti della patente, mi ricorda qualcosa. mi fa venire in mente un bel periodo quello dei carciofi di mimongo e dei cocomeri di sabaudia e di quando i mulini eran bianchi bianchi ed eravamo veramente cinque amici al bar. arriva l'inverno e ci si chiude nella tane come gli orsi: chi trova la fidanzata e chi la perde; chi si perde per sempre e chi sa che si ritroverà, prima o poi. sono una gran fautrice della filosofia del prima o poi che so che la vita è lunga lunghissima come quei bei rotoloni rosa (il colore dell'ano) di carta scottex che si scontrano e non si lascian più. erano belli i tempi delle iniziative e delle risate. della vita presa così alla come ci viene, dei panini a frascati alle tre del pomeriggio e del karaoke, del Gnente è zottinteso anche se tutto è così chiaro. bastava poco, una partita a biliardo, una scrollatina ai pantaloni nel culo e una risata alle spalle di chi chi chi stanotte voglio stare acceso e dire sempre di sì. dice che son corsi e ricorsi. che la vita è come la curva gauss. e io penso a cosa bisognerà fare per far si che quella variabile in ascesa non declini impietosamente verso il basso. una romanella? no grazie. ho ancora l'odore, il sapore di quella giornata così assolata ma terribilmente desolata. sai che ti dico. mi metto qui fuori sui gradini con le macchine che passano e questo spicchio di sole che mi scalda tutta. il nero respinge i colori e il bianco ne è la sintesi. il bianco è il colore della sposa, della purezza, della mia maglietta preferita, della mia libreria e del mio letto, il bianco mi dà serenità. ma allora perchè un foglio bianco mi uccise l'anima?